EMBRIONI CONGELATI, riattraversiamo il Tevere.
Febbraio 2010
Il Comitato Nazionale di Bioetica sta facendo “scuola” e adesso le commissioni che i vari Ministeri promuovono per discutere i problemi della bioetica funzionano un po’ come un tribunale, un po’ come un parlamento ,” questo è vero, questo è falso, ed vero o falso perché la maggioranza ha votato così e la maggioranza ha sempre ragione”. In realtà, ci sarebbero molti motivi per dire questa è una sciocchezza, ma per il momento bisogna avere pazienza, prima o poi questo sconcio finirà. Intanto accade che un ministro cattolico nomina una commissione nella quale i laici sono solo due (gli altri, cattolici o pinzochere laiche, sono in genere un centinaio) e la commissione pubblica il documento di maggioranza, che diventa la verità; i due laici hanno diritto a pubblicare un cosiddetto codicillo che non leggerà nessuno. In ogni caso sarà passata l’idea che in materia di morale la scelta la fanno le maggioranze, anche quelle fasulle come nel nostro caso. Un obbrobrio.
Ho sotto gli occhi un documento intitolato “Relazione di studio sugli embrioni crioconservati nei centri di PMA. Relazione finale approvata l’8 gennaio del 2010” Il documento non è stato ancora reso pubblico, ma è certamente autentico , anche se mi è arrivato, credo per un errore, dal mio vecchio Ospedale, con il Ministero non ho rapporti civili. Non ci sono nomi, ma conoscendo bene l’ambiente, potrei dirvi rigo per rigo chi ha scritto questo e chi ha scritto quello. E’ del tutto inutile, non lo farò.
Naturalmente il documento da per scontato che “l’embrione è uno di noi”, a nessuno è venuto in mente che solo dal mondo cattolico ci arrivano una decina di differenti ipotesi sull’inizio della vita personale ma la scelta è ormai evidentemente questa, se non parli di una cosa quella cosa non esiste. Mi permetto di rilevare che questa scelta è poco seria, spero che i relatori non vogliano accreditarsi come scienziati, troppa gente si rivolterebbe nella tomba e per quest’anno abbiamo già avuto abbastanza terremoti. Il documento comunque ammette, obtorto collo, che la Corte Costituzionale ha praticamente legittimato il congelamento degli embrioni, e si lamenta per “l’affievolimento” della tutela del prodotto del concepimento. Ignora tutte le recenti decisioni della Magistratura e dichiara che è sempre consentita solo la valutazione osservazionale , mai quella genetica, ignorando che per l’embrione la diagnosi osservazionale non serve praticamente a niente, la sua utilità si limita all’analisi degli zigoti (ma non c’era uno straccio di biologo tra i commissari?).
Chiede poi una serie di modifiche e di accorgimenti di nessun conto per arrivare a concludere che l’embrione congelato deve restare lì, ad aspettare, e che – udite udite – la rinuncia eventuale dei genitori non può mai essere considerata definitiva e che l’obbligo di impianto non può mai venire meno (e qui mi piacerebbe molto sapere cosa ne penserebbe la Magistratura). Poi, non sapendo come punire i medici che fanno queste brutte cose, consiglia di addebitare a loro i costi del congelamento .
E’ difficile accettare l’idea che queste persone siano in buona fede. Sulla obbligatorietà dell’impianto si è discusso per anni, ormai, e tutti sanno che la norma della legge 40 che la prescrive è imperfetta (cioè non conta assolutamente niente) perché non prevede alcuna sanzione per chi non la rispetta, non credo che sia necessario essere un penalista per capirlo. Faccio poi molta fatica a immaginare che i commissari non leggano i giornali e non si rendano conto che tribunali di mezza Italia hanno autorizzato la diagnosi genetica preimpiantatoria in circostanze molto diverse, e persino quando la coppia non è sterile. Ci sarebbero molte altre cose da commentare, mi limito a sottolineare l’ennesimo autogol sulla presunta azione eugenetica della selezione di embrioni: sarebbe proprio ora che le persone che sbrodolano questi autorevoli nonsensi si leggessero un po’ di letteratura in proposito.
Secondo l’OMS, ad esempio, l’eugenetica corrisponde a “una politica di coercizione che intenda favorire un proposito riproduttivo contro i diritti , la libertà e le scelte dell’individuo attraverso leggi, regolamenti, incentivi positivi e negativi, inclusi quelli che rendono meno accessibili certi servizi medici. Secondo questa definizione non rappresenta una scelta eugenetica la scelta di un individuo o di una famiglia di avere un bambino sano”. Insomma, e qui cerco di adattarmi al linguaggio puerile che da qualche tempo distingue soprattutto le nostre sottosegretarie, è come dire “chi lo dice lo è, l’eugenetica la fai te”. Non so dire se la sicumera incolta dei commissari mi faccia più rabbia o compassione.
Per fortuna il codicillo che riporta l’opinione dissenziente dei due membri laici (dei quali faccio il nome, sono Amedeo Santosuosso e Carlo Alberto Redi) ribadisce molto bene questi principi, è scritto con grande competenza e spiega anche perché gli embrioni congelati e abbandonati debbono essere utilizzati a scopo di ricerca e soprattutto per la produzione di cellule staminali. C’è anche un codicillo aggiuntivo ipercattolico che dice cose in effetti molto bislacche, ma di questo non vi parlo perché non vi voglio rovinare il divertimento. Posso dire solo che non ho mai riso tanto da quando ho imparato a leggere (sono più di 70 anni).
