Ripristiniamo l’autocritica2020-03-31T09:45:23+02:00

Ripristiniamo l’autocritica

Agosto 2007

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Il brutto, quando si perdono le competizioni (o quando il tuo avversario, comunque sia andata, ritiene di aver vinto), è quello che succede dopo, le prese in giro, le cattiverie inutili, l’arroganza grossolana e volgare. Penso, ancora una volta, alla legge 40 sulla procreazione assistita e mi guardo intorno. La prima cosa che vedo è una proposta di modifica del comitato verità e vita, presentata alla Camera pochi giorni or sono e che contiene alcune gustose facezie., messe lì, immagino, solo per irritare quei poveri imbecilli che si affannano tanto per avere un figlio (e ignorano che i figli sono un dono di dio, eccetera, eccetera eccetera).

Secondo Mario Palmaro, presidente di questa colta associazione, la legge attuale è profondamente ingiusta perché è troppo uccisiva. Avete letto bene, uccisiva. Ho pensato a tutto, errori di stampa, scherzi del computer, ma mi sono dovuto rassegnare: è proprio una legge uccisiva. Poi mi sono reso conto che la legge ha avuto l’approvazione toto corde di un tal Luc Volontè, che non conosco ma che ho sentito parlare, mi sembra, a radio radicale. Il cognome, e il numero straordinario di anacoluti che caccia nei suoi discorsi me lo fanno identificare come un cittadino francese che sta imparando –forse un po’ lentamente, ma nessuno è perfetto – l’italiano.: è dunque almeno probabile che sia stato lui a suggerire l’uso di questa parola , diciamo, inconsueta. Però uccisiva, lo confesso, mi sembra troppo anche per cugino d’oltralpe.

In ogni modo, per un tecnico, la lettura delle proposte del comitato verità e vita è esilarante. Intanto chiediamoci perché questa legge è tanto uccisiva: la ragione sta tutta nel fatto che, secondo una radicata superstizione cattolica, l’embrione è uno di noi, fin dal momento in cui l’oocita è stato adocchiato da uno spermatozoo intraprendente. Non ho particolare avversione per le superstizioni, ma mi piacerebbe molto se non diventassero leggi dello stato, Se questo criterio si generalizzasse, dovremmo punire con almeno sei mesi di reclusione che mette il cappello sul letto; e a dire il vero da bambino mi presi una solenne bastonata da mia madre perché avevo rotto uno specchio (sette anni di guai) e fui a lungo consapevole che se mio padre non fosse tornato dalla guerra, io ne sarei stato responsabile. Ma, per quanto mia madre lo desiderasse, la rottura degli specchi non è mai diventata un reato penale…

Ma le gemme di questa proposta sono numerose. Una tra tutte: c’è la richiesta di proibire una delle tecniche di PMA perché provoca un numero di aborti troppo elevato: immagino che possa anche esser vero, ma avrei il diritto di sapere di quali donne si parla, che età hanno, qual è il rapporto tra questo tasso di abortività (cioè, per spiegarmi, di uccisività feto-embrionale) e quello considerato normale per le gravidanze spontanee delle donne della stessa classe di età, perché le cifre riportate nel testo sono prive di qualsiasi significato Avrei anche il diritto di sapere chi è il consulente di monsieur Volontè, così, solo per divertirmi un po’. Non vorrei che questa moda delle parole create ad hoc – anche da un gentiluomo francese, non vedo alcuna differenza- si diffondesse. Per precauzione, ho comunque cominciato a coniare neologismi personali, non si sa mai: proporrei, ad esempio, di chiamare nascisti gli antiabortisti più radicali, vista anche le loro frequenti contaminazioni politiche.

La seconda cosa che mi ha colpito è la grande attenzione che il ministero della salute ha voluto riservare al problema delle linee guida, che dovrebbero essere rinnovate a giorni. Se ricordate, i dati dell’Istituto Superiore di sanità relativi ai risultati ottenuti in Italia dopo l’approvazione della legge 40 dimostrano, senza ombra di dubbio, che sta andando tutto a rovescio, meno gravidanze, più aborti, più complicazioni, un maggior numero di gravidanze multiple e, oltre a ciò, un grande numero di coppie che cerca fortuna all’estero, un nuovo turismo dei diritti del quale nessuno si cura (vero ministro Turco? Ma non eravamo comunisti? Non avevamo a cuore le sorti dei diseredati?). Dal ministero è arrivata, come unico commento, una vera perla di saggezza: “è un fatto che ci induce a ragionare!”. Rotolando qua e là, la perla ha eccitato la fantasia della senatrice Binetti che si è subito avventurata in una gioiosa esaltazione del ministro Turco (quanto è bella, quanto è cara, conoscete l’aria); il comitato che sta preparando il programma del nuovo partito democratico, dopo aver consultato scienza e vita, ha deciso di proporre, come nuovo simbolo unitario, un cilicio e un martello.

Intanto un amico mi ha mandato l’elenco dei commissari che stanno concludendo il loro lavoro su queste benedette linee guida, e subito ne è venuto fuori un mistero: il genetista è il professor Dalla Piccola, presidente (con la senatrice Binetti) di scienza e vita e che viene indicato come rappresentante del Comitato Nazionale per la Bioetica. Poiché nessuno dei membri del CNB ne sapeva qualcosa, abbiamo chiesto lumi al presidente del Comitato Casavola, che si è posto al niego, secondo il saggio consiglio di Machiavelli: fatto si è che Dalla Piccola è lì e che gli altri genetisti presenti sono, se non erro, allievi suoi. Posso avanzare timidamente l’ipotesi che la commissione, almeno per quanto riguarda la genetica, sia un po’ sbilanciata a favore del cattolicesimo più intransigente? Ne deduco che da queste nuove linee guida non arriverà niente di nuovo e ho la triste sensazione che, in termini di laicità, ci potevamo attendere qualcosa di più dal precedente ministro, il buon professor Sirchia.Si spengono così le mie residue (minime) speranze di veder inserire alcune modifiche che pure erano negli auspici persino dei parlamentari che hanno contribuito a preparare la legge: la definizione di una fase pre-zigotica; indagini genetiche sugli embrioni dirette alla sola informazione dei genitori; una più saggia articolazione del numero di oociti fertilizzabili. Tra l’altro, trovo nell’elenco dei membri della commissione il nome di persone che, a quei tempi, si erano dichiarate in favore di una o di un’altra delle modifiche che ho citato. Errori di gioventù.

Mi arrivano poi sul tavolo i consigli della commissione istituita dal Consiglio Superiore di Sanità per aiutare il ministero a compilare le nuove linee guida. Credo di non aver mai letto nella mia vita consigli altrettanto banali e irritanti: siate bravi, fate il vostro dovere e vedrete che le cose andranno meglio. C’è una sollecitazione a sperimentare il congelamento degli oociti, che dimentica che si tratta di un’iniziativa del ministro Veronesi che è del 2000 ; c’è un accenno a eseguire indagini sui globuli polari, che quasi tutti i centri maggiori stanno cercando di fare da anni tra molte difficoltà e con la consapevolezza del gran margine di errore che queste analisi contengono. Aria fritta.

La cosa che mi ha irritato di più, in ogni caso, è stata una dichiarazione della senatrice Binetti che ha raccomandato alle coppie di non dimenticare la prevenzione, per non doversi ritrovare poi a piangere sul latte versato. In termini più concreti, la senatrice sta raccomandando alle giovani donne di non ammalarsi di leucemia, di non beccarsi l’endometriosi, di non farsi operare da medici disattenti, di non nascere con una malconformazione uterina. Ma chi l’ha eletta in Senato? Noi? E’ ora di ripristinare l’autocritica.

Mi dispiace dover lasciare libero il mio fondamentale pessimismo, ma questa cattiva legge, che ha dimostrato di fare danni e di rendere ancora più complicato e doloroso il percorso delle coppie sterili, resterà immodificata per chissà quanto tempo ancora. Proveremo, non bisogna mai demordere, a portare almeno un paio delle norme più discusse davanti alla Corte Costituzionale; ragioneremo ancora sulla opportunità di tornare a un referendum; ma le probabilità, visto l’attuale clima politico, sono contro di noi. Al di là di questo, l’unica cosa possibile è quella di cercare –almeno cercare – di non mandare in Parlamento i cattolici più intransigenti e radicali, cosa che sarà resa particolarmente difficile dalla nascita del nuovo partito democratico. E poi, per chi ci crede, ci sono ancora la rivoluzione e i miracoli, non saprei proprio a chi altri affidare le mie speranze di cambiamento.

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